Formazione pedagogica nell’infanzia

Carmelo Massimo Torre – Massimo Testa – Metodologia Willems

Argomenti trattati:
Schema metodologico della progressione willemsiana dell’educazione musicale

1° grado: iniziazione musicale elementare – carattere introduttivo – scoperta ed esplorazione del mondo sonoro
2° grado: iniziazione elementare – carattere evoluto – consapevolezza per le esperienze vissute nel 1° grado – le grafie
3° grado: iniziazione propedeutica al solfeggio e allo strumento – approccio alla lettura e alla scrittura musicali – la polifonia
4° grado: solfeggio vivo – alfabetizzazione musicale completa – dalla lettura a prima vista alla composizione musicale
Non si tratta, comunque, di una suddivisione esatta secondo età o anni di studio, bensì di un’attribuzione elastica ed adattabile dell’attività didattica a 4 gradi di intervento

Caratteristiche fondamentali della metodologia Willems
Questo metodo che si dedica all’educazione musicale e alla formazione dell’essere umano scaturisce da motivazioni filosofiche e psicologiche e pronuncia questi concetti  fondamentali:
la consapevolezza che tra musica, essere umano e cosmo esiste una stretta correlazione il rispetto profondo e delle leggi naturali e gerarchiche esistenti; un itinerario di intervento didattico che si fonda sull’essenza costitutiva degli elementi musicali (essenzialismo) e non esclusivamente sulle apparenze esteriori e superficiali (esistenzialismo o formalismo);
un itinerario di sviluppo che ricalca da vicino il procedimento della lingua materna;
l’educazione musicale di base che prende spunto dai concetti più sopra enunciati si rivolge indistintamente a tutti i bambini, dotati o non dotati, dall’età di circa 4 anni.
Grazie alla sistematica e vitale formulazione degli atteggiamenti didattici si assicura lo sviluppo dell’orecchio musicale e di un preciso senso ritmico, entrambi importantissimi per un futuro studio del solfeggio, dello strumento o di qualsivoglia ulteriore disciplina musicale.

Per anni si è insegnato (da: segnare, nell’etimologia antica ed esaustiva del termine) e ancora spesso s’insegna la musica nella convinzione che l’arte dei suoni sia qualcosa di assolutamente esterno all’uomo; con codici astratti! Una certa didattica ha escluso il pensiero fondamentale che in realtà la musica è nell’uomo, per l’uomo, da sempre. E’ legge naturale di vita, di crescita, d’espressione, di comunicazione ancor prima che arte. Come e con la lingua madre è per il bambino via sicura di ristoro fisico e spirituale, perciò, la musica deve passare per i canali privilegiati dell’esperienza di vita naturale.

L’educazione musicale non deve far altro che rivelare e far scoprire ciò che già esiste in modo fondante e profondo dentro l’uomo dentro il bambino. Solo in seguito si potrà parlare di codici, astrazioni, letture e quant’altro ben conosciamo, come forma privilegiata di memoria a breve e lungo termine. Memoria! Ma la memoria si nutre di esperienza, di sperimentazione, di atti di vita, di slancio emotivo.

Pretendere di insegnare l’arte, perciò, non può prescindere dal far sì che una lezione di musica, dai debuttanti ai concertisti, sia essa stessa arte. Questo è quello che ci aiuta a fare Edgar Willems, una vita, un opera, un ideale al servizio dell’uomo e della musica nella sicura convinzione che l’una e l’altra sono intimamente e imprescindibilmente legate. Questo renderà finalmente gioiose e fruttuose le lezioni di musica che per troppo tempo, per troppi allievi e per troppi docenti sono ricordate come qualcosa di stantio, noioso se non addirittura irritante.